HIC SUNT LEONES - A proposito di rinnovamento degli Ordini

16/07/2017

L'espressione latina "hic sunt leones" (o "hic sunt dracones") stava a indicare in antiche e improbabili carte geografiche le regioni ignote o di difficile conquista oltre la linea del deserto o più recentemente per accennare scherzosamente a un pericolo certo ma di natura imprecisata.

Abbiamo voluto usarla, con la stessa indeterminatezza e spirito goliardico, per descrivere la pacifica rivoluzione che sta attraversando i nostri Ordini in fase di avanzato rinnovamento dei Consigli territoriali.

Sarebbe stato forse più opportuno, a questo punto, anziché fare come i cattivi medievalisti, essere più stringenti e ugualmente leziosi, introducendo il motivo anch'esso medievale ma filosoficamente più attinente dell'ubi sunt.

Non vogliamo scoraggiarvi con un tema esistenziale e men che meno nostalgico, sproporzionato all'argomento che ci ha tenuti svegli e attenti negli ultimi mesi (ordinisticamente parlando non certo in senso apocalittico).

Eppure la domanda è la stessa: Ubi sunt? Dove sono? Dove sono coloro che ci hanno preceduto?

È evidente infatti che l'attuale normativa, vanamente incalzata da disegni di legge ed emendamenti sciolti come neve al sole ai primi caldi primaverili, ha provocato e sta provocando il più profondo rinnovamento che il legislatore poteva immaginare nei nostri Consigli, modificando una galleria di ritratti consolidati negli anni e a volte nei decenni.

Non è colpa vostra e di nessuno se il testo genera immagini e suggestioni che non pensavamo. Il richiamo alla neve, che era solo un banale modo di dire, sembra fatto apposta per riprendere e ampliare il tema dell'ubi sunt. Questa volta nella versione francese di metà ‘400 del primo "poeta maledetto" della letteratura: François Villon con il suo modernissimo, quasi surreale "Mais où sont les neiges d'antant?" ("Ma dove sono le nevi di un tempo?"), o più propriamente "le nevi dell'anno scorso?".

Proviamo a rispondere, non senza fare i giusti distinguo, perché la medesima strofa è stata utilizzata nel 1939 da Bertold Brecht  e Kurt Weill nella canzone "Nannas Lied":

Wo ist der Schnee vom vergangenen Jahr?

Purtroppo per noi, la canzone narra (anche se con intenti satirici antiregime) la storia di una vecchia prostituta che finge di non sentire rammarico per la sua carriera.

È evidente come non intendiamo fare nemmeno lontanamente paragoni fra la medesima frase in francese e quella in tedesco, se non altro per rispetto nostro e altrui, che saremo stati pure di facili costumi ma solo a favore dei colleghi e della professione (di ingegnere evidentemente...).

Ma in effetti dove sono finiti i presidenti, i segretari, i consiglieri dell'anno passato?

A dispetto di quanti fra noi prevedevano imminente il diluvio, molti Consigli si sono mantenuti attorno al cinquanta per cento del ricambio (a volte anche generazionale), con una continuità logica e amministrativa che va a tutto merito della lungimiranza delle leadership storiche dei nostri Ordini.

Altri Consigli si erano rinnovati spontaneamente nella passata legislatura e questo chiude il cerchio di una stabilità che in alcuni territori, come quello isolano, è addirittura aumentata.

Oltre la linea ideale del deserto, qualcuno ha utilizzato legittimamente l'attuale normativa ed i bachi che immancabilmente la affliggono per rimettere senza intoppi sull'antico scanno le membra nascoste, a ciò vocate anche nel solstizio d'inverno.

Altri ardimentosi, meno assistiti dalla fortuna e dalle interpretazioni ministeriali, si sono spinti oltre le colonne d'Ercole e sperando anche loro in Bertold Brecht e nel fatto che ci sarà pure un giudice a Berlino, attendono che qualcuno ponga rimedio alle ingiustizie e illogicità provocate da un baco di segno opposto della medesima norma (Millennium bug).

In merito potremmo chiosare che l'eccezione conferma la regola, anche quella che vuole gli editoriali involontariamente infarciti di frasi fatte e modi di dire.

Qui ci sono i leoni! Ma non c'è da temere per la nostra categoria, a dispetto di quanto avevamo paventato. Speriamo soltanto che l'esito tutt'altro che traumatico di questa rivoluzione annunziata non faccia tramontare per sempre la pur necessaria modifica del nostro ordinamento elettorale, che rimane un'esigenza irrinunciabile di equità, di efficienza e, perché no, di giustizia.

Qui ci sono i leoni! ma non li cercate sul fronte virtuale e liquido dell'Africa o nelle vecchie carte geografiche, a cui pure siamo affezionati dalle molte o poche riunioni colà consumate; li troverete in mezzo a noi, sparpagliati per l'italica penisola, assieme alle vestigia di chi, in funzione dell'età e della tempra, attende un'improbabile resurrezione o una prevedibile rinascita.

 

GiuseppeMargiotta

Ordini provinciali della Sicilia

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