L’EQUO COMPENSO E’ UN DIRITTO PER TUTTI - COMUNICATO STAMPA CUP E RPT

12/11/2017

La Rete delle Professioni Tecniche e il CUP (Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali)  si stanno impegnando fortemente per giungere all'approvazione del diritto all'equo compenso per i professionisti.

È indispensabile (è l'ultima possibilità prima della fine della legislatura) oltreché sacrosanto che vengano approvati  i sub emendamenti che estendono anche alle altre professioni il diritto all'equo compenso riconosciuto, con l'art.19 presentato dal relatore,  solo agli avvocati (in particolare il sub emendamento 19/0/2001/3 a firma Sangalli).

Di seguito il testo del Comunicato stampa congiunto di CUP e RPT.

"Il diritto all'equo compenso va riconosciuto a tutti i due milioni e
trecentomila professionisti ordinistici e non solo ad una categoria
professionale." Gli Organismi di rappresentanza che raggruppano gli
Ordini Professionali italiani commentano così lo stallo esistente in
Commissione Bilancio del Senato alle prese con l'analisi di emendamenti
e subemendamenti al decreto fiscale. Marina Calderone (Comitato
Unitario delle Professioni - CUP) e Armando Zambrano (Rete delle
Professioni Tecniche - RPT) invitano il Legislatore a ben ponderare le
scelte delle prossime ore. " Non si possono creare livelli diversi di tutele
tra lavoratori autonomi che hanno le medesime esigenze e gli stessi
diritti. Anzi, l'equo compenso andrebbe esteso anche alle professioni non
ordinistiche. In ballo c'è il destino di centinaia di migliaia di giovani
professionisti che non possono accettare di vedere assegnate tutele a
pochi privilegiati. I professionisti devono essere tutti tutelati soprattutto da
una Pubblica Amministrazione che addirittura, in qualche caso, ritiene
possibile pretendere prestazioni professionali ad un euro, istituendo
l'economia dell'immaginario. E più il soggetto è debole e più va tutelato.
Per questo poniamo grande attenzione sulle prossime scelte della
Commissione Bilancio del Senato, che determineranno lo spartiacque tra
chi ha a cuore la sorte di oltre due milioni di lavoratori autonomi e chi
invece no". Sul tema peraltro è in fase di avanzata organizzazione una
grande Manifestazione, che vedrà il prossimo 30 novembre raggiungere
Roma i gruppi dirigenti territoriali di tutti gli Ordini Professionali Italiani che
- assieme ai Consigli Nazionali e alle altre componenti del sistema
ordinistico, ma anche di molte organizzazioni ed associazioni non
ordinistiche-, chiederanno rispetto per il ruolo sociale delle professioni,
fondamentale per garantire prestazioni di qualità a tutela principalmente
dei loro committenti, pubblici e privati.
"Inviteremo a partecipare tutti i partiti e il Governo - confermano i
presidenti Calderone e Zambrano- in modo da capire chi intende
seriamente sostenere, in questo scorcio finale di legislatura, fattivamente
e seriamente i diritti dei professionisti, a tutela in realtà degli interessi del
Paese, che ha bisogno di una classe professionale competente e
rispettata. L'equo compenso è necessario anche per dare riferimenti ai
cittadini, che cosi saprebbero orientarsi nel corrispettivo economico della
prestazione professionale. Purtroppo notiamo che - a fronte di gravosi
obblighi ed impegni che la legge ci impone e che rispettiamo con
l'esborso di notevoli costi - non esiste un giusto riconoscimento del nostro
qualificato lavoro. E tutti gli oltre due milioni di nostri iscritti sapranno
apprezzare chi sosterrà il riconoscimento di un diritto più volte violato.
Senza le professioni il Paese non cresce e non migliora".


» Comunicato Stampa CUP-RPT.pdf

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