UFFICIO SPECIALE PER LA PROGETTAZIONE REGIONALE - DURA PRESA DI POSIZIONE DELLA CONSULTA

13/11/2018

La Consulta ha preso posizione con una puntuale nota al Presidente della Regione contro l'istituzione dell'Ufficio speciale per la progettazione regionale.

Riportiamo il testo integrale della nota n. 186/18 del 12/11/2018, indirizzata anche all'Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità e ai due Dirigenti Generali dell'Assessorato.

A seguito del comunicato stampa relativo alla Delibera di GR n. 426 del 4/11/2018 con cui è stato istituito l’«Ufficio speciale per la progettazione regionale», riceviamo forti pressioni dai Presidenti degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia e da molti colleghi ingegneri, architetti e geometri perché avviamo, come Consulta, una decisa azione contro l’iniziativa del Governo regionale, che per altro segue in qualche modo analoga iniziativa a livello nazionale, che ha visto la Rete delle Professioni tecniche e l’OICE  prendere forte posizione avverso l’istituzione di una Centrale unica di progettazione prevista dalla Legge di bilancio 2019.

Esperienti della grande sensibilità fin qui mostrata da Lei e dal Suo governo nei confronti delle categorie professionali tecniche e segnatamente della disponibilità nei nostri confronti, Le sottoponiamo le seguenti riflessioni, nella certezza di poter avviare un dialogo anche su questo importante tema.

Le motivazioni delle nostre rimostranze sono le stesse avanzate in campo nazionale e possono essere riassunte nella necessità di garantire la qualità delle prestazioni professionali e la trasparenza nel processo di esecuzione delle opere pubbliche, ritenendo in tal senso che sia necessario puntare ad una chiara distinzione tra controllori e controllati, riservando ai liberi professionisti la progettazione ed ai pubblici dipendenti il controllo del processo di esecuzione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo.

Ciò nella consapevolezza che tutti i tentativi che, sino ad adesso, hanno provato ad invertire i ruoli, affidando la progettazione interna alle stazioni appaltanti ed attribuendo, contestualmente, ai privati (siano essi liberi professionisti o direttamente ai contraenti generali, concessionari, etc.) competenze in materia di verifica dei progetti e collaudo delle opere, hanno alimentato varianti in corso d’opera, contenziosi ed incompiute, oltre che situazioni di potenziale incompatibilità come quella oggi esistente nella realizzazione e manutenzione delle grandi opere infrastrutturali.

Per questi motivi siamo contrari alla iniziativa regionale di creare, ancorché per tre anni, il nuovo organismo, che non sarà in grado di assicurare la qualità delle prestazioni professionali garantite dalla concorrenza e dal mercato, intanto per carenza di strumenti e di aggiornamento continuo, in secondo luogo per l’endemica carenza di personale tecnico  nelle strutture tecniche periferiche, che verrebbero ancor più depauperati del già scarso organico.

Alla vigilia dell’entrata in vigore del BIM e delle procedure informatizzate (ad esempio con l’introduzione dei SUE) occorrerebbe piuttosto investire risorse per un corposo piano di formazione e dotazione delle stazioni appaltanti che dovranno imparare a “leggere” i nuovi standard progettuali e implementare le strutture tecniche regionali con nuovo personale qualificato, anziché immaginare di centralizzare l'attività progettuale mettendo all'angolo i liberi professionisti che investono in formazione, innovazione, ricerca per competere sul mercato, che attraversano un lungo profondo momento di crisi  e verso i quali il Governo regionale ha mostrato fin qui grande sensibilità.

Condividiamo l’esigenza di rafforzare i ruoli tecnici delle Amministrazioni, ma ciò va fatto per le fondamentali fasi di programmazione e controllo del processo di esecuzione delle opere pubbliche e non per l’attività di progettazione in house, rischiando di riproporre modelli certamente anacronistici.

Nello spirito di proficua collaborazione che gli Ordini degli Ingegneri e il loro organismo di raccordo e rappresentanza regionale intendono offrire alla Regione, si rassegnano le superiori considerazioni, chiedendoLe nel contempo un incontro per potere esporre compiutamente il nostro punto di vista.

Ordini provinciali della Sicilia

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